Obbligo formativo sull’Intelligenza Artificiale per tutte le aziende che ne fanno uso in vigore dal 2 Agosto 2026

Dopo Internet nei primi anni 2000, poche innovazioni hanno avuto il potenziale di cambiare così profondamente il modo in cui lavoriamo, comunichiamo e prendiamo decisioni.
L’Intelligenza Artificiale rappresenta una nuova svolta epocale.

Così come Internet è diventato indispensabile per qualsiasi impresa, l’Intelligenza Artificiale è destinata a diventare una competenza minima di base per chi lavora nelle organizzazioni del presente e del futuro. La differenza che si sarà tra le diverse organizzazioni è quella di  aziende che sapranno utilizzarla in modo consapevole, sicuro e strategico e aziende che la utilizzeranno senza comprenderne realmente opportunità e rischi.

Le 2 normative di riferimento

Per le imprese diventa quindi fondamentale comprendere quali siano i limiti dell’AI e quali rischi possano derivare da un utilizzo non consapevole e su questo tema sono entrate pienamente in vigore due normative che impongono una formazione specifica alle aziende:
1-Articolo 4 dell’AI Act (Regolamento UE 2024/1689) è ufficialmente in vigore dal 2 agosto 2026 e impone a tutte le imprese un adempimento immediato: l’Alfabetizzazione in materia di IA (denominata AI Literacy).
2-Legge 23 settembre 2025 n. 132 si applica dal 10 ottobre 2025 senza rinvii e impone alle aziende che utilizzano sistemi di IA nella gestione del rapporto — assunzione, organizzazione, valutazione delle prestazioni — di adempiere a degli obblighi anche e soprattutto sulla gestione dei dati. È il primo testo che mette la formazione tra gli adempimenti già esigibili, e non tra le buone pratiche rinviate al 2027.
Queste 2 normative richiedono al Datore di Lavoro di provvedere alla formazione del proprio personale che fa uso di AI ad esempio sui rischi legati alla privacy (GDPR), al diritto d’autore e alla sicurezza dei dati aziendali.
Tra le 2 normative in particolare il Regolamento UE 2024/1689, conosciuto come AI Act prevede la AI Literacy.
L’articolo 4 introduce il principio dell’AI Literacy – Alfabetizzazione in materia di Intelligenza Artificiale.

Oblligo formativo

La norma stabilisce che fornitori e soggetti che utilizzano sistemi di IA nell’ambito della propria attività devono adottare misure affinché il personale e le altre persone che utilizzano tali sistemi per loro conto possiedano un livello sufficiente di conoscenza e consapevolezza dell’Intelligenza Artificiale.
E non esiste un corso identico per qualsiasi azienda. Come specificato dall’AI ACT non si deve trattare di un corso generico sulla digitalizzazione, ma di un percorso “su misura”, modulare e contestuale che permetta ai lavoratori di acquisire le competenze minime per comprendere i principi generali e i limiti legati all’uso dell’Intelligenza Artificiale.

Un dipendente che utilizza saltuariamente ChatGPT per sintetizzare un documento non presenta infatti gli stessi rischi di chi utilizza quotidianamente sistemi di IA per analizzare dati dei clienti, preparare documentazione commerciale, selezionare candidati o supportare decisioni aziendali.

Da quando è obbligatoria l’AI Literacy?

Il Regolamento AI Act è generalmente applicabile dal 2 agosto 2026, ma alcune disposizioni sono entrate in applicazione anticipatamente.
Pertanto la formazione e la consapevolezza del personale sull’utilizzo dell’IA non sono un tema da rinviare ai prossimi anni.
Sono un’attività che le imprese che utilizzano sistemi di Intelligenza Artificiale devono già prendere in considerazione all’interno della propria organizzazione.

Le sanzioni previste dall’AI Act

L’AI Act prevede un sistema sanzionatorio particolarmente rilevante.

  • Per alcune pratiche di IA vietate, il Regolamento prevede sanzioni che possono raggiungere 35 milioni di euro o il 7% del fatturato mondiale annuo dell’impresa.
  • Per altre violazioni relative agli obblighi degli operatori possono essere previste sanzioni fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato,
  • Per la fornitura di informazioni inesatte, incomplete o fuorvianti alle autorità può arrivare fino a 7,5 milioni di euro o all’1% del fatturato, secondo le condizioni stabilite dal Regolamento. Per le PMI sono previste specifiche regole di proporzionalità.

È però importante essere precisi: questi massimali non rappresentano automaticamente la sanzione per un’azienda, il corretto approccio alla normativa consiste piuttosto nel dimostrare che l’organizzazione ha valutato come utilizza l’IA e ha adottato misure adeguate per rendere il proprio personale consapevole dei relativi rischi.

Chi vigila sull’Intelligenza Artificiale in Italia?

La Legge 132/2025 individua AgID – Agenzia per l’Italia Digitale e ACN – Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale quali Autorità nazionali per l’Intelligenza Artificiale.
AgID svolge, tra le altre, funzioni legate alla promozione dell’innovazione e ai processi di notifica e conformità, mentre ACN esercita funzioni di vigilanza, comprese attività ispettive e sanzionatorie nei rispettivi ambiti di competenza.

Restano ferme le competenze del Garante per la protezione dei dati personali per tutti gli aspetti riguardanti privacy e trattamento dei dati.

Asciutti Consulting: due percorsi di AI Literacy per le aziende

Per rispondere alle differenti modalità con cui le aziende utilizzano l’Intelligenza Artificiale, ASCIUTTI CONSULTING ha predisposto due percorsi formativi in Videoconferenza Sincrona:

AI LITERACY – Livello Base, 4 ore
Pensato per le organizzazioni nelle quali l’IA viene utilizzata in maniera occasionale o come supporto alle normali attività lavorative.

AI LITERACY – Livello Avanzato, 8 ore
Pensato per le aziende nelle quali strumenti di Intelligenza Artificiale sono utilizzati in maniera strutturata nei processi amministrativi, commerciali, organizzativi o produttivi.

La durata non deriva da un numero minimo di ore stabilito dall’articolo 4 dell’AI Act: i due percorsi sono stati strutturati da Asciutti Consulting per adattare il livello di approfondimento al reale utilizzo dell’IA all’interno dell’organizzazione.

Il corso può essere finanziato attraverso i Fondi Interprofessionali

La formazione sull’Intelligenza Artificiale può inoltre essere inserita, in presenza dei requisiti previsti dagli Avvisi, all’interno di Piani Formativi finanziati attraverso i Fondi Interprofessionali, consentendo alle aziende di realizzare il percorso senza sostenerne direttamente il costo.
Tra i Fondi con cui operiamo ci sono FONDIMPRESA e FonARCom.

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